sabato 28 aprile 2018

Nave carica di grano a Pozzallo, Figuccia: “Musumeci difenda gli agricoltori siciliani”

Foto tratta dal sito: "sicilianpost.it"
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In effetti era quello che si era impegnato a fare. Se non che, il Presidente Musumeci, dopo il blocco della prima nave carica di grano duro ammuffito, non solo non ha disposto i controlli sulla nave arrivata due giorni fa a Pozzallo, ma se ne rimane muto come un pesce. Presidente Musumeci: che è successo? Non ha annunciato che avrebbe fatto controllare grano e derrate alimentari in arrivo in Sicilia?
Due giorni fa abbiamo dato la notizia di una nave carica di grano duro ufficialmente francese arrivata nel porto di Pozzallo. In realtà, si tratta di una doppia notizia: l’arrivo di questa nave con 6 mila e 500 tonnellate di grano duro estero; e il fatto che la Regione siciliana, contraddicendo gli impegni assunti dal Presidente, Nello Musumeci, non ha disposto i controlli su questo carico di grano duro (QUI IL NOSTRO ARTICOLO).
Fino ad oggi la notizia è passata inosservata anche all’Assemblea regionale siciliana, dov’è in corso il dibattito sulla Finanziaria 2018. Oggi sulla vicenda interviene il parlamentare Vincenzo Figuccia:
“Il progetto è ormai chiaro – scrive Vincenzo Figuccia -. La neo colonizzazione della Sicilia da parte delle multinazionali asservite alle banche non prevede sbarchi e battaglie armate vecchia maniera. Niente fucili, raid aerei né missili terra aria. Nulla di tutto ciò. Al contrario, si avvia un’usurpazione delle terre e un’appropriazione del grano in assoluta freddezza, cautela e cinismo. Dopo anni di controllo e mortificazione del mercato che ha tenuto il prezzo del grano a 18 centesimi, adesso i potentati gettano la maschera. Accade così che viene liberalizzato l’ingresso del grano che arriva chissà da dove e che sfugge ai controlli in entrata. Navi cariche di prodotto bombardato da pesticidi che finiranno direttamente nelle nostre tavole provocando danni alla salute e contemporaneamente relegando ai margini i grani dei nostri agricoltori, che sempre più disperati saranno costretti a vendere le proprie terre”.

mercoledì 25 aprile 2018

Incoronati i vincitori della 7° Mostra nazionale di bovini da carne Charolaise e Limousine

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E’ stato un successo di numeri e qualità il ritorno in Sardegna dopo cinque anni della 7° edizione della mostra nazionale dei bovini da carne delle razze Charolaise e Limousine che si è tenuta a Ozieri sabato e domenica scorsa e che ha incoronato campioni assoluti per il 2018 l’allevamento Pittorru e Pilleri di Calangianus, con il toro Lothar per quanto riguarda la razza Charolaise; mentre per la categoria Limousine lo scettro è andato a Miledy, dell’allevamento di Viterbo di Luigi Pasqualetti.
Il centro fieristico di Ozieri, dove erano in mostra 136 soggetti  iscritti a catalogo di cui 26 di razza Charolaise e 110 di razza Limousine, è stato letteralmente preso d’assalto. Oltre ad una folta rappresentanza di allevatori sardi, ha partecipato anche una nutrita presenza di allevamenti provenienti dalle altre regioni italiane, in particolare dal Lazio, dalla Toscana e dalla Sicilia.
A promuovere la settima edizione della mostra nazionale insieme ad Anacli, l’associazione nazionale allevatori delle razze bovini di razza Charolaise e Limousine, l’amministrazione comunale di Ozieri e l’Aia attraverso l’Aras e le Apa. Giudice unico per la razza Charolaise è stato Alessandro Pasqualetti mentre per la razza Limousine Alessandro Multineddu.
“E’ stato un piacere riportare la nazionale in Sardegna – sostiene il presidente di Anacli Adriano

mercoledì 18 aprile 2018

Gli industriali abbassano unilateralmente il prezzo del latte, sul mercato si affacciano Bulgaria e Romania

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La settimana scorsa il gruppo Italatte, con una lettera inviata agli allevatori conferenti, ha deciso che a partire dal mese marzo il prezzo del latte scende da 37 a 35,50 centesimi al litro.
La decisione unilaterale di rivedere il prezzo alla stalla è stata giudicata negativamente da Confagricoltura. Secondo l’organizzazione degli imprenditori agricoli è necessario attendere i prossimi mesi, in quanto l’indice riproduce fedelmente l’andamento del mercato, ma con almeno quattro mesi di traslazione temporale. Il ribasso di questi mesi si farà quindi sentire più avanti nel prezzo del latte stalla. La decisione di Italatte è stata “replicata” da alcuni caseifici, anche piemontesi, forti della loro importante posizione di mercato. Questi stanno cercando di imporre ai conferenti quotazioni inaccettabili, pur a fronte di un andamento di mercato positivo per quanto riguarda i prodotti lattiero-caseario trasformati.
In questo quadro occorre rilevare che a livello commerciale per la prima volta l’Unione Europea si è affermata leader delle esportazioni, superando la Nuova Zelanda. Da mesi però sta anche aumentando in modo consistente la produzione di latte e si stanno affacciando sul mercato nuovi Paesi produttori ed esportatori, quali la Bulgaria e la Romania. In questo contesto esiste il rischio di uno squilibrio tra domanda e offerta che produrrà, inevitabilmente, ripercussioni negative sul mercato.
Pur tenendo presente che il mercato è globale e che è

lunedì 16 aprile 2018

Bisogna sapere distinguere la luce delle stelle da quelle delle lampare


«L’Ue farà saltare l’obbligo d’indicare l’origine dei cibi»

Foto tratta dal sito: "lasiciliainrete"
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È passato poco più di un mese da quando i Ministeri dell’agricoltura e dello sviluppo hanno annunciato la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto interministeriale «per introdurre l’obbligo di indicazione dell’origine dei derivati del pomodoro» (conserve, sughi, salse con almeno il 50% di pomodoro) con una sperimentazione di due anni che si aggiunge alle norme «già in vigore per i prodotti lattiero caseari, per la pasta e per il riso». Ma come preannunciato già da alcuni mesi, rischia subito di saltare tutto con per mano di Bruxelles. «Altro che trasparenza alimentare: l’Ue è pronta a cancellare in un sol colpo anni di battaglie e di conquiste che noi italiani abbiamo duramente portato avanti. La commissione Ue - annuncia l’eurodeputata Mara Bizzotto (Lega) - con cinque anni di ritardo rispetto a quanto previsto, ha finalmente presentato la bozza di Regolamento di esecuzione che stabilisce le norme per l’indicazione del Paese di origine dell’ingrediente primario di un alimento quando il Paese è diverso da quello indicato per l’alimento» (si salverebbero solo Dop e Igp). Sarebbe un atto che ha applicazione uniforme in tutta l’Ue «e questo regolamento - incalza Bizzotto - è una vera e propria truffa per il “Made in Italy” e per i nostri produttori». NIENTE OBBLIGHI. Dove sta la presa in giro? «L’Ue - spiega Bizzotto

Coldiretti: l'industria casearia specula sugli allevatori a danni dei consumatori

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Ancora una volta le industrie del latte contravvenendo al rispetto della Legge 91/2015, che prevede l'obbligo di contratti scritti della durata minima di 12 mesi, praticano modifiche unilaterali al ribasso del prezzo del latte alla stalla o di riduzione delle quantità richieste rispetto agli accordi presi. Le modifiche vanno contro una situazione di mercato che invece offre segnali positivi a partire dalle quotazioni dei formaggi con particolare riferimento alle produzioni DOP, al burro accompagnati da un aumento degli acquisti delle famiglie e dalla crescita dell'export.
E’ la conferma – sostiene Coldiretti - di una forte speculazione a danno dei consumatori ed allevatori. "Sono - aggiunge Molinaro - milioni i litri di "latte equivalenti" tra cisterne con latte, semilavorati, formaggi, cagliate e polveri di caseina per essere imbustati o trasformati da tantissimi caseifici e diventare magicamente mozzarelle, formaggi, latte

Latte, è tensione sul prezzo

Confagricoltura e Coldiretti prendono le distanze dalla proposta unilaterale ribassista di Italatte e valutano possibili risposte all'iniziativa.

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C'è tensione sul prezzo del latte fra mondo agricolo e Italatte, gruppo della galassia Lactalis.
Nei giorni scorsi l'industria di trasformazione legata alla famiglia Besnier avrebbe infatti inviato una lettera ai conferenti, proponendo una deroga al contratto attualmente in vigore e stabilendo unilateralmente un ribasso a partire da marzo: da 37 a 35,50 centesimi al litro. Il motivo? Per Italatte l'abbassamento del prezzo andrebbe ricondotto al trend di mercato ribassista in questa prima parte del 2018.

Inutile dire che su questo fronte i sindacati agricoli, su tutti Confagricoltura e Coldiretti, hanno censurato l'atteggiamento di Italatte, denunciando anche il fatto che non sia l'unica industria di trasformazione che si sta orientando a pagare di meno le consegne di latte.

"Riteniamo inaccettabile le proposta unilaterale di Italatte - commenta Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia - perché è grave agire senza un preventivo confronto tra le parti. Il meccanismo di indicizzazione nel 2017 ha fotografato perfettamente la situazione del mercato e questo viene riconosciuto anche da Italatte". "Per quanto riguarda il 2018 - continua ancora Boselli - è necessario attendere i prossimi mesi: infatti tutti gli operatori della filiera sanno che l'indice riproduce fedelmente l'andamento del mercato, ma con almeno quattro mesi di traslazione temporale: il ribasso di questi mesi si farà quindi sentire più avanti nella definizione del prezzo alla stalla".
Secondo Confagricoltura Lombardia, in un settore così delicato e così importante per il made in Italy agroalimentare, non è possibile procedere in modo unilaterale. "Sottoporremo la questione agli organi della Federazione di prodotto latte di Confagricoltura - conclude Boselli – e in quella sede valuteremo come rispondere a questa iniziativa di Italatte".

Dello stesso tenore l'intervento di Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia, che chiede lo stop al far-west di prezzi tagliati senza alcuna consultazione preliminare con gli

domenica 15 aprile 2018

L’Assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera, ha inaugurato la 4° Fiera regionale Agro Zootecnica di Canicattini Bagni

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È stato l’Assessore regionale dell’Agricoltura, Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, il siracusano Edy Bandiera, ad inaugurare questa mattina e a tagliare il nastro, assieme al Sindaco Marilena Miceli, della 4° Fiera regionale Agro Zootecnica che dal 13 al 15 Aprile 2018 si svolge al Foro Boario di Canicattini Bagni.

Con loro, Nicola Antonio Uccello, Presidente di AMI, l’Associazione culturale Agro Industrie “Monti Iblei”, che ogni anno promuove ed organizza con il Comune canicattinese l’appuntamento fieristico, la Giunta e Consiglieri comunali della cittadina iblea, il Presidente dell’Agenzia di Sviluppo degli Iblei, Paolo Amenta, che nel corso della sua sindacatura in questi anni l’ha rilanciato, il Sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, che lo sostiene, così come l’Ispettorato dell’Agricoltura di Siracusa, presente con il suo Dirigente Michele Giglio, e ancora il Sindaco di Sortino e Presidente del Gal Natiblei (che comprende Comuni, Aziende ed Associazioni di categoria delle tre province del sud est siciliano SR-RG-CT), Vincenzo Parlato, la parlamentare nazionale siracusana del M5S, on. Maria Marzana, da sempre attenta alle tematiche dell’Agroalimentare e della Zootecnia del territorio, i rappresentanti delle Associazioni di Categoria dell’intero comparto, e i volontari di Ente Fauna Siciliana che animano questa tre giorni e le escursioni per conoscere gli Iblei.
A fare gli onori di casa Giancarlo Cultrera “Principe Giank”, Direttore artistico e voce ufficiale della Fiera, patrocinata altresì dall’Unione dei Comuni “Valle degli Iblei”, dalla Camera di Commercio, da Istituti di credito, Aziende private e dall’emittente radiofonica RSO 98.2 FM, che la segue con dirette ed interviste.

La Fiera Regionale Agro Zootecnica di Canicattini Bagni, 20.000 le presenze dello scorso anno, sin dal suo nascere ha raccolto i consensi non solo degli operatori del settore Agroalimentare e Zootecnico, ma anche della Meccanizzazione agricola, dell’Innovazione tecnologica, del Turismo e della Gastronomia di qualità, presenti anche quest’anno nei vari stands e nelle vaste aree espositive del Foro Boario.

Tanti i visitatori già da questa mattina, dalle famiglie ai ragazzi delle scuole cittadine agli studenti degli Istituti Alberghieri ed Agrari della provincia impegnati in stage con le varie Aziende, tutti a contatto con la natura, ed impegnati a conoscere vecchie tradizioni, i luoghi e le bellezze paesaggistiche ed ambientali del territorio ibleo, sotto l’occhio vigile dello staff della Fiera, dei volontari del Gruppo di Protezione Civile, della Polizia Municipale e dei Carabinieri di Canicattini Bagni.



Come sempre, la tre giorni al Foro Boario di Canicattini Bagni, è anche l’occasione per analizzare e focalizzare le problematiche di questi settori trainanti dell’economia

martedì 10 aprile 2018

Coldiretti Piemonte denuncia "strane manovre" di industrie lattiero-casearie

"Stanno portando avanti una serie di azioni che lasciano presagire una volontà negativa nel tentare una ennesima riduzione del prezzo del latte".

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Da alcune settimane sono in atto strane manovre di alcune industrie e multinazionali del comparto lattiero-caseario che, senza alcuna vera motivazione ed in forma unilaterale, stanno portando avanti una serie di azioni che lasciano presagire una volontà negativa nel tentare una ennesima riduzione del prezzo del latte. Invece di affrontare un sistema di individuazione del prezzo oggettivo, più adeguato alle imprese e ai tempi, con una formula di calcolo trasparente come quella dell’indicizzazione, alcune industrie si sono arroccate anche su rappresentanze relative alle denominazione di origine che, logicamente, nell’immaginario collettivo dovrebbero essere strumento in mano al mondo produttivo agricolo. Il rischio è che certe denominazioni possano diventare monopoli del mondo industriale, quasi sostituendosi ai brand aziendali e confondendo, così, i consumatori.
Manovre che tendono a mettere in confusione l’opinione pubblica e a far credere che esistano andamenti di mercato giustificativi di un tentativo di ribasso quando, al contrario, i principali prodotti lattiero-caseari del paniere di riferimento segnano un andamento dei prezzi in rialzo. Ne si son viste di tutti i colori in questi ultimi mesi ed anni, dalle varie municipalizzate che si sono fortemente allargate oltre i confini regionali alle grandi multinazionali che, dopo aver acquisito i marchi italiani giocando sull’ambiguità, tentano di non rispettare gli accordi sottoscritti. Tante manovre, tanti

4 Fiera regionale agro-zootecnica a Canicattini Bagni

Struttura fieristica Foro Boario di Canicattini Bagni (SR) Fiera regionale agro-zootecnica - Evento legato al settore agroalimentare, 13 / 15 aprile 2018.      Qui il Programma


Fonte:
La fiera rappresenta un'occasione importante di incontro tra addetti ai lavori, operatori del settore e grande pubblico.
Torna l'evento fieristico che ha caratterizzato negli anni passati le fiere agricole della provincia di Siracusa, e già divenuto a carattere regionale. La fiera della zootecnia, della meccanizzazione agricola e dell'agroalimentare, vuole mettere in mostra le eccellenze della nostra terra, far riscoprire i vecchi sapori, diffondere il modello alimentare diventato patrimonio dell'UNESCO, “LA DIETA MEDITERRANEA”. Con la prima edizione in chiave regionale si è voluto far incontrare le diverse tradizioni agricole del territorio regionale, le prestigiose aziende che rappresentano il mondo agricolo della nostra isola, la domanda e l'offerta dei prodotti di eccellenza, dei servizi alle imprese, delle tecnologie nel settore dell'agricoltura e non solo. Questa fiera è un evento dedicato a chi crede nell'agricoltura, a chi ogni giorno si rimbocca le maniche e produce, a chi ha fatto del proprio lavoro nel settore agricolo una vocazione.

Per questi motivi in fiera troverete aziende zootecniche che con dedizione allevano specie bovine, suine ed asinine. Troverete inoltre il settore della meccanizzazione agricola, con numerose aziende che espongono macchine ed attrezzi di ultima generazione. Presenti in fiera aziende che producono e commercializzano attrezzi per la mungitura, lavorazione e conservazione del latte e dei derivati. Previste anche molte presenze di espositori che commercializzano attrezzi per il giardinaggio, energie rinnovabili, impianti termici ad alto rendimento. Ricordiamoci, inoltre, che per avere ottimi risultati è necessario utilizzare prodotti ottimi, per questo sono presenti in fiera le eccellenze dei sementifici e dei mangimifici.
Da non dimenticare il settore dedicato ai servizi all'agricoltura, quali i CAA ed i CAAF provinciali e regionali, società di credito agli agricoltori e le istituzioni pubbliche e compartecipate. Per la delizia delle signore è stata prevista la presenza di aziende florovivaistiche.

Ultimo ma non per questo il meno importante, il settore dell'agroalimentare che già nella scorsa edizione ha avuto un successo che ha superato di ben oltre le aspettative degli operatori e del pubblico deliziando i palati più esigenti. Presenti quindi gli espositori dei prestigiosi prodotti del nostro territorio, quali formaggi, salumi, conserve, confetture, miele, olio, vini e tanti altri prodotti del settore dell'agroalimentare.

lunedì 9 aprile 2018

Agriumbria 50, domenica record: il perugino ‘C’è’ toro chianino più grande e bello d’Italia

Oltre 40 mila presenze in un solo giorno. Premi per i migliori esemplari delle razze bovine italiane. Appuntamento a luglio

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È perugino il toro chianino più grande e bello d’Italia. Si chiama “C’è”, pesa 1.640 kg ed è stato premiato ad Agriumbria, la 50esima edizione della fiera che si chiude a Umbriafiere dopo una edizione di grande successo.
Toro record Il toro C’è è allevato a Perugia dall’azienda agricola fratelli Lucchetti. Al centro dell’attenzione di Agriumbria la genetica delle razze bovine che in Italia è un fiore all’occhiello. I semi riproduttivi delle razze italiane sono i più richiesti al mondo. La maggior parte degli allevamenti di carne americani (gli Usa sono i più grandi allevatori al mondo) è “firmata” da riproduttori italiani.
Razze di eccellenza Molto vistate la mostra fotografica sui 50 anni di zootecnia ad Agriumbria a cura di Anabic e le mostre delle razze Chianina, Romagnola, Marchigiana, Maremmana e Podolica. Per le razze a duplice attitudine (latte e carne) forte interesse per la Pezzata rossa italiana. Ottimi risultati anche dalla gara interregionale della Frisona. A completare il panorama della biodiversità, la vetrina delle razze equine (Caitpr, Cavallo agricolo italiano da tiro pesante rapido; Haflinger Italia; Maremmano; Cavallo del Catria e Norico) e gli asini delle razze Asinara, Amiatino e Martina Franca. Come spiegano dall’Associazione italiana allevatori: «Qui ci sono i migliori esemplari e i migliori allevamenti e aggiudicarsi un premio oltre a ripagare per il tanto lavoro fatto da tanta visibilità in termini commerciali. Agriumbria è un momento importante per la zootecnia italiana, c’è un livello alto e qui arrivano i migliori allevatori».
Domenica da record Intanto ad Agriumbria è tempo di bilanci. Tre giorni, 2.500 aziende, 450 stand, oltre 600

In Italia continua ad aumentare l’importazione di mais, come uscire da una crisi che sembra senza fine

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Nel corso del 2017 sono stati coltivati a mais 650 mila ettari con una produzione complessiva di sei milioni di tonnellate. Per coprire il fabbisogno interno abbiamo dovuto ricorrere all’importazione di 6,7 milioni di tonnellate, pari al 53%del fabbisogno nazionale. Considerando che nei primi anni duemila eravamo autosufficienti, è stato fatto un bel passo indietro. Siamo di fronte ad un deficit economico di 1,2 miliardi, tale è il valore del mais importato.
Le ragioni della crisi della maidicoltura sono molteplici, ma le principali sono da ascrivere ai mercati, le cui quotazioni nazionali e internazionali rendono difficile fare quadrare i conti colturali; agli aspetti sanitari con il rischio aflatossine; ai

giovedì 5 aprile 2018

Dazi Usa, ecco cosa potrebbe accadere all'Italia

Al via la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Ma nel mirino di Trump finiscono anche l'Europa e l'Italia. "Esportate troppo" è l'accusa dell'amministrazione statunitense.

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Lo scorso anno gli Stati Uniti hanno importato dalla Cina beni per 505 miliardi di dollari, mentre il valore dell'export verso il gigante asiatico si è fermato a 135. Uno squilibrio al quale il presidente Donald Trump ha deciso di dire basta. E così ha deciso di dare il via libera all'imposizione di dazi, dal 15 al 25%, su un totale di 1.300 prodotti made in China, per un controvalore di 50 miliardi di dollari. Una sforbiciata che dovrebbe servire a riequilibrare la bilancia commerciale Usa.

Tuttavia la risposta cinese non si è fatta attendere, visto che Pechino lo scorso lunedì ha imposto dazi del 25% su 128 prodotti statunitensi, per un valore di circa 3 miliardi. Poca cosa rispetto ai 50 di Trump, ma significativi. Sono infatti il segno che Xi Jinping non intende restare a guardare mentre Washington adotta misure protezionistiche. Ad essere colpiti sono soprattutto prodotti agricoli come la carne di maiale, la frutta, il vino e l'etanolo, ma anche tubi di acciaio e scarti di alluminio. In totale Washington ha esportato in Cina l'anno scorso prodotti agroalimentari per 20 miliardi di dollari.

Pechino ha messo nel mirino le produzioni agricole per colpire l'elettorato di Trump. L'anno scorso infatti gli Usa hanno esportato in Cina 1,1 miliardi di dollari in carne di maiale che viene prodotta principalmente in Iowa (21 milioni di capi) e in North Carolina (9 milioni). Due Stati che hanno