venerdì 15 marzo 2019

Il DiProSiLaC Ragusa al Tavolo Zootecnico Regionale

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Il distretto produttivo siciliano lattiero caseario, ha partecipato alla riunione del tavolo zootecnico regionale voluto dal Presidente della Regione on. Nello Musumeci e presieduto dall’assessore regionale per l’agricoltura Edy Bandiera con a fianco il dirigente generale del dipartimento agricoltura Carmelo Frititta e altri funzionari degli assessorati alla salute e alle attività produttive. Presente anche un funzionario dell’ufficio del Presidente.
Il DiProSiLaC è stato rappresentato dai componenti del comitato esecutivo, Rosario Petriglieri per l’area Iblea e per la Sicilia orientale e Sebastiano Tosto per la Sicilia occidentale e le aree interne che hanno preliminarmente chiesto la rimodulazione del tavolo zootecnico che, in quanto tale, non può non includere tutto ciò che riguarda anche il latte vaccino e non comprendere anche il Consorzio di tutela del Ragusano dop ed il Corfilac come già sollecitato dal presidente, Enzo Cavallo, con nota dello scorso 5 marzo con la quale è stato sottolineato che non si può parlare di zootecnia e riferirsi solo ad una parte di essa e non comprendere fra i rappresentanti dei consorzi di tutela proprio quelli del Ragusano. Così come non può parlarsi di zootecnia e di filiera lattiero casearia senza tenere conto del Corfilac (per il quale – è stato sottolineato – si resta ancora in attesa della più volte auspicata e sollecitata intesa per la costituzione dell’organismo amministrativo e per la individuazione del presidente, legale rappresentante senza il quale l’attività del Consorzio è paralizzata).
La riunione del tavolo si è rivelata alquanto vivace ed utile per individuare una serie di dati e di elementi sui quali occorre operare per l’attivazione di correttivi e di avviare e migliorare iniziative volte alla valorizzazione del latte locale e dei latticini (a partire dalla ricotta utilizzata per la preparazione dei dolci tipici siciliani con in testa la classica cassata siciliana e l’apprezzatissimo cannolo siciliano) e dei formaggi ottenuti dalla filiera produttiva ovina.
Tante le proposte messe sul tavolo, tante e tutte qualificate e qualificanti, segno che il sentiero imboccato dal governo siciliano potrebbe essere quello giusto.
“Tante volte abbiamo lamentato scarsa attenzione – ha dichiarato Rosario Petriglieri – oggi non si è parlato solo di problemi bensì si punta ad ascoltare gli attori che, più che in passato, puntano a proporre soluzioni, piuttosto che piangere solo sui problemi”
E di soluzioni strutturali si è parlato, di soluzioni a medio e lungo termine, come si conviene a imprenditori appassionati. Il Governo sembra esserci, i produttori ci sono e sono determinati a voler trovare soluzioni, il DiProSiLaC non farà mancare il suo apporto e il suo impegno.
“Siamo fiduciosi – ha concluso Petriglieri – si fiduciosi che si intraprenda un percorso virtuoso che punti a promuovere certamente i prodotti, ma sostanzialmente a migliorarne sempre più la qualità e a dare una sempre maggiore e migliore identità mediante una etichettatura chiara e l’attuazione di controlli serrati”

Latte in Sicilia, le proposte di Coldiretti, inviato un dossier a Musumeci

Coldiretti Sicilia invia al presidente Musumeci un documento con le soluzioni realizzabili nel breve periodo e contenute nel documento sulla zootecnia siciliana inviato al presidente della Regione, Nello Musumeci
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Incrementare la produzione di formaggi a denominazione d’origine protetta agevolando le aziende, con caseificio o senza, ad aderire ai Consorzi di tutela. 
Incentivare, attraverso il Programma di sviluppo rurale (Psr), la trasformazione di allevamenti per la produzione di carne a quella di latte. Rimodulare il Psr con l’attivazione della misura sul benessere animale (ovino e bovino). 
Emanare i bandi per i pagamenti compensativi innalzando il carico minimo di animali, raddoppiando quello attuale per ettaro. 
Sono alcune delle proposte per “soluzioni realizzabili nel breve periodo” individuate da Coldiretti Sicilia e contenute nel documento sulla zootecnia siciliana inviato al presidente della Regione, Nello Musumeci. “Un territorio è rappresentato da formaggi che hanno una forte identità ma che dev’essere evidenziata -afferma l’organizzazione- e uno strumento essenziale è il benessere animale. A questo scopo è importante sottolineare che nelle programmazioni si ripristinino le misure relative alla garanzia della sanità degli allevamenti. Inoltre appare ormai indispensabile procedere con un marchio di riconoscimento dell’agnello siciliano a denominazione d’origine protetta”
Ma per Coldiretti è la qualità del latte che può rappresentare “la chiave di volta del comparto“. Ecco perché è necessario promuovere, stimolare e incentivare le aziende di produzione primaria verso la produzione di qualità medio-alta e comunque idonea alla lavorazione a crudo potenziando le attività di consulenza. 
Alle soluzioni nel breve periodo si aggiunge poi un programma di attività per promuovere, nelle aziende che trasformano solo prodotti con latte pastorizzato, “l’attivazione di linee di produzione con latte termizzato o preferibilmente crudo“. 
Su tutto, però, per il presidente regionale, Francesco Ferreri, “occorre la creazione e il miglioramento delle infrastrutture esistenti in primo luogo viabilità e le reti idriche oltre che le strutture idonee. Nelle aree interne le aziende non si possono raggiunge se non con costi elevatissimi vista la situazione delle strade non percorribili”.