lunedì 3 novembre 2014

Delinquenza non è zootecnia, anche la speculazione non è lecita

"...Chi non ha la più pallida idea di cosa siano le sostanze di cui si parla, gli usi e gli effetti di queste ... non si senta autorizzato a fare disinformazione.."
 Fonte notizia:
I Medici Veterinari condannano in egual misura gli illeciti e lo sciacallaggio della disinformazione. Rabbia e indignazione.
Non c'è nulla di cui rallegrarsi dopo l'inchiesta della Procura di Brescia per associazione a delinquere finalizzata al commercio e somministrazione di medicinali veterinari di provenienza illecita.
Per l'ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) la notizia di
7 indagati, fra cui ci sarebbe anche un Medico Veterinario, e di 48 decreti di perquisizione in allevamenti di bovini da latte suscita semmai rabbia, offesa e indignazione per la gravità dei fatti in corso di accertamento. 
Si può solo commentare- senza il bisogno di acquisire gli atti- che situazioni come queste danneggiano e vanificano gli sforzi dei medici veterinari, pubblici e privati, e di tutta la filiera del latte, di produrre ai massimi livelli di salute e benessere dei bovini.I controlli e le migliori prassi veterinarie e d'allevamento costano ogni giorno elevati sforzi professionali ai Medici Veterinari, che lavorano nella legalità e nella trasparenza e che non tollerano né gli illeciti né le speculazioni.
Nessuno può sentirsi autorizzato a parlare di "violazioni sistematiche e organizzate" accusando un intero comparto di delinquere. Chi non ha la più pallida idea di cosa siano le sostanze di cui si parla, gli usi e gli effetti di queste nei bovini e loro derivati, chi non sa nemmeno dirne il nome ("polvere anonima", "verosimilmente antibiotici", "tipo aspirina") non si senta autorizzato a fare disinformazione e nemmeno a indurre furbescamente nell'opinione pubblica reazioni funzionali a convenienze ideologiche. (Ufficio Stampa ANMVI)

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