domenica 29 luglio 2018

Fra cinque mesi ritorna la fiera Eurotier dedicata alla zootecnia

L’appuntamento con la prossima edizione della fiera Eurotier sarà ad Hannover (Germania) dal 13 al 16 novembre 2018. I temi principali: aspetti economici, benessere animale, produzione trasparente e digitalizzazione.
 Fonte:
La fiera Eurotier dedicata alla zootecnia promette di far registrare grandi numeri. A metà luglio il sito internet www.eurotier.com diceva che gli espositori 2018 saranno 2.239, di cui ben 115 italiani. La rassegna è biennale; nella foto un momento dell’edizione 2016.
Chi organizza questa mega-fiera è la tedesca Dlg, Deutsche Landwirtschaftsgesellschaft, una “associazione per l’agricoltura” che riunisce 27mila imprenditori tra agricoltori e operatori del settore agricolo. Dlg negli anni dispari, sempre in novembre e sempre ad Hannover, organizza un altro giga-evento, la fiera Agritechnica, questa non dedicata alla zootecnia ma alla meccanica agraria.
Una diramazione tricolore della Dlg è Dlg Italia, con sede a Bologna, guidata da Raffaele Talarico e che vede come responsabile per la fiera Eurotier Nicoletta Frioni.
Un’iniziativa di punta della fiera Eurotier è l’atteso Innovation Award, dove una occhiuta giuria di membri della Dlg valuta il

sabato 14 luglio 2018

Gian Marco Centinaio, i sette punti chiave per l'agricoltura

Il ministro delle Politiche agricole ha definito le linee programmatiche del dicastero. Obiettivo: promuovere l'eccellenza made in Italy nell'ottica di crescita e di sviluppo, anche all'estero.   Fonte:


Dopo qualche anticipazione rilasciata qui e là sulle pagine dei giornali, il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio ha presentato nei giorni scorsi le linee programmatiche del dicastero, scegliendo come platea le Commissioni dell'Agricoltura della Camera e del Senato.
Emerge dalle parole del ministro la consapevolezza innanzitutto di una macchina "complessa da governare" e di una materia che richiede il coinvolgimento delle istituzioni e del mondo delle imprese per promuovere l'eccellenza del made in Italy nell'ottica di crescita e di sviluppo, anche all'estero.

Sette punti chiave

In particolare, il ministro Centinaio articola il proprio programma secondo linee guida ben definite. Eccole: semplificazione e organizzazione; agricoltura, ricerca e formazione; la Politica agricola comune; il made in Italy; il sistema dei controlli agroalimentari; la pesca marittima; le altre politiche internazionali.

Innanzitutto, semplificare

Il primo punto richiamato da Centinaio è un patto per la semplificazione tra governo e regioni, finalizzato a ridurre al minimo il peso della burocrazia, vero e proprio costo

L'Italia non deve sapere

Fonte:
Ci hanno provato anche quest'anno, Giorgio Fidenato e Leandro Taboga, a predisporre un campo sperimentale per la valutazione della reale dispersione nell'ambiente del polline da mais Bt. Il tutto, per valutarne eventuali effetti indesiderati su lepidotteri non target. Purtroppo, non ci sono riusciti e l'intera storia non ha potuto quindi essere a lieto fine, come nei bei film, con la verità che trionfa e la menzogna che soccombe: il loro campo sperimentale è stato prima vandalizzato nottetempo da ignoti attivisti pseudo-ambientalisti, poi distrutto definitivamente dalla Guardia forestale il 9 luglio scorso.
Non essendo il mais ancora fiorito, l'intero lavoro è stato completamente annientato con un tempismo eccezionale. Sarebbero infatti bastate ancora un paio di settimane e il duo Fidenato-Taboga avrebbero potuto raccogliere dati di estrema importanza sul reale impatto che i pollini dei mais Bt, resistenti agli insetti, potrebbero avere sull'entomofauna neutrale o utile, in special modo api e lepidotteri.
Che gli impatti del polline di mais Bt sui lepidotteri non target siano irrisori lo si sa da tempo, visto che all'interno dei pollini di Mon810 la quantità di delta-tossina Cry1Ab sarebbero stati misurati intorno agli 8-10 mg/kg di peso fresco nelle foglie, concentrazione che si rivela di fatto efficace nel contenere le larve di piralide, il principale parassita che attacca il mais nei nostri areali.
Molto meno nella granella dove le concentrazioni di delta-tossina scendono a valori compresi fra 0,16 e 0,69 mg/kg. Ancor più basse le concentrazioni nel polline, con soli

sabato 7 luglio 2018

Allevamenti in Sicilia: gli strascichi del fallimento dell’ARAS e la Coldiretti che, da Roma fino alla nostra Isola...

Succede di tutto e di più nel mondo degli allevamenti siciliani. Non basta la crisi. Non bastano i mancati pagamenti AGEA. Adesso arrivano anche le richieste di soldi per prestazioni precedenti al fallimento dell’Associazione Regionale Allevatori. Nel frattempo il nuovo Ministro Centinaio restituisce i controlli funzionali alle Regioni. Un colpo per la Coldiretti, da Roma alla Sicilia
 Fonte:
I riflettori stanno per riaccendersi sull’Associazione Regionale Allevatori della Sicilia (ARAS), dichiarata fallita dal Tribunale di Palermo nel marzo dello scorso anno (Come potete leggere qui). Questo per almeno due motivi. In primo luogo perché molti allevatori siciliani sarebbero stati chiamati a pagare dalla gestione fallimentare prestazioni effettuate dalla stessa Associazione in periodi precedenti il fallimento. In secondo luogo perché il nuovo Ministro delle Risorse agricole e Alimentari, Gian Marco Centinaio, ha fatto sapere che i controlli funzionali negli allevamenti dovranno essere effettuati dalle strutture regionali. 

Le due vicende, come ora proveremo a raccontare, si incrociano. Ma andiamo per ordine. Cominciamo con i cosiddetti controlli funzionali. 
In Sicilia i controlli funzionali, sino a prima del fallimento dell’ARAS, venivano effettuati dalla stessa Associazione Regionale Allevatori Siciliana. Tra i tanti disastri registrati nella passata legislatura c’è anche il fallimento dell’ARAS.
Con il fallimento dell’ARAS, dei controlli negli allevamenti della Sicilia si è occupata l’AIA, l’Associazione Italiana Allevatori, gestita dalla Coldiretti.

La prima notizia è che la gestione fallimentare dell’ARAS starebbe chiedendo a tanti allevatori siciliani il pagamento di prestazioni precedenti al fallimento della stessa Associazione Regionale Allevatori della Sicilia.

Non sappiamo come stanno le cose. Ma non possiamo fare a meno di sottolineare un fatto politico tutt’altro che secondario: in una terra dove la Regione siciliana è in sostanziale default non dichiarato, dove le ex Province sono senza soldi e vicine al default (la Provincia di Siracusa è già fallita) e dove chi amministra i Comuni senza soldi, invece di protestare con Roma e con la Regione, prova in tutti i modi scippare altri soldi dalle tasche dei cittadini (vedi Palermo, ma non solo), anche gli agricoltori sono sotto ‘spremuta’.

Per mantenere i Consorzi di bonifica si cerca di aumentare i canoni idrici agli agricoltori e, adesso, scopriamo che si sta cercando di ‘spremere’ soldi anche agli allevatori. 

L’aspetto tragicomico di questa storia è che tutti – il Governo nazionale che gestisce AGEA, il Governo regionale siciliano per la parte che riguarda i Consorzi di bonifica e, a scendere, tutti gli altri soggetti fanno finta di non sapere che non solo gli agricoltori siciliani sono massacrati dalla concorrenza sleale dei prodotti che arrivano da mezzo mondo (con il Governo regionale che si guarda bene dal controllarli), ma hanno anche il problema dei fondi pubblici europei che non arrivano.
Ritardi che, per tantissimi agricoltori e allevatori siciliani, sono di due anni e, talvolta, anche di tre anni. Questo perché, con molta probabilità, lo Stato, negli anni passati, ha utilizzato i fondi per l’agricoltura per pagare altre cose.
Non solo agricoltori e allevatori siciliani sono in grande difficoltà: ma adesso dovrebbero pagare più cara l’acqua per irrigare (agricoltori) e pagare per i ‘buchi’ dell’ARAS (allevatori).

In questa vicenda già ‘calda’ si innesta la mossa del Governo nazionale sui controlli negli allevamenti. 

Qui serve una breve digressione. La Coldiretti, se proprio la

mercoledì 4 luglio 2018

Mülü, il latte immaginario contro le bevande vegetali

Un nuovo superdrink chiamato Mülü nasce per contrastare la crescita delle bevande vegetali. Ma è solo un latte immaginario frutto di una provocazione di un’associazione di allevatori.Mülü il latte immaginario-contro bevande vegetaliFonte: 

Dimenticate le bevande vegetali: si chiama Mülü l’ultimo supedrink carico di sostanze nutrienti buone per la vostra salute. Convinti? Eppure si tratta solamente di un latte immaginario che non troverete in commercio. Mülü infatti è solo il frutto di una provocazione della Diary Farmers of America, l’associazione degli allevatori e produttori di latte americani pronti a tutto pur di contrastare la crescita delle bevande vegetali.

Mülü, una campagna marketing contro le bevande vegetali

Sono anni ormai che i produttori di latte americani guardano con preoccupazione ai dati di vendita. In tempi recenti infatti la quota di mercato del latte bovino ha subito una importante

lunedì 2 luglio 2018

Concluso il 1° Corso per ciechi e ipovedenti aspiranti assaggiatori di formaggi organizzaato al Corfilac

Progetto CHEESE…IN TUTTI SENSI –Formazione “San Lucio”  Martedì 26 Giugno 2018 – CoRFiLaCFonte:

Si è concluso oggi con il terzo incontro, il Corso di Formazione “San Lucio” svoltosi al CoRFiLaC di Ragusa per ciechi ed ipovedenti. I corsisti hanno potuto conoscere la varietà, la qualità e le caratteristiche organolettiche dei Formaggi Storici Siciliani, nonché alcuni abbinamenti particolari con creme dolci e vino.
Il saluto da parte del Dott. Giorgio Carpenzano, componente del Comitato dei Consorziati del CoRFiLaC, ha ribadito l’impegno e la professionalità dei tecnici del CoRFiLaC nel portare avanti il corso e la validità in campo sociale dell’iniziativa.
Un assaggio speciale di ricotta iblea prodotta dai tecnici del caseificio, trasformata in superbi “cannoli” ha veramente sancito l’ottimo risultato dell’iniziativa.
A conclusione della giornata sono stati consegnati da Giovanni Farina, docente del corso, gli attestati di partecipazione, a tutti i corsisti e agli accompagnatori.
L’Unione Italiana Ciechi, nella persona del suo presidente, Salvatore Albani, ha espresso un vivo ringraziamento a tutto lo staff del CoRFiLaC, con l’impegno di estendere il corso a livello regionale.

Agricoltore distrutto vende tutto. Si ritrova in incubo con Agenzia entrate

 
Fonte: 
“Dopo 25 anni di battaglie, distrutto dalle quote latte (con l'Italia inadempiente secondo la commissione europea), dalle banche, da una giustizia assurda, dalla lobby lattiero casearia (che vuole farvi mangiare merda di vacche dopate), andrò fino in fondo e a fondo se necessario”, scrive l'agricoltore Andrea Busetto di Pesaro.

Busetto è un produttore di latte marchigiano. A vederlo, con la sua stazza imponente, la barba bianca folta come i capelli, ricorda il nonno di Heidi dei cartoni animati. Si racconta che il suo latte fosse così buono da essere bevuto anche da chi soffriva di intolleranza. E Busetto non è uno qualsiasi ma l'uomo che anni fa scoperchiò il sistema di alcuni mutui di Banca Marche: venivano erogati dietro il versamento del 5% ad un misterioso intermediario, sindaco revisore della banca (questo signore prese poi il nome di Mister 5%). Dopo le confidenze di un amico che era stato vittima del sistema, l'agricoltore raccontò la vicenda alla Guardia di Finanza.

Nel 2011 Andrea Busetto, in rovina, vende la storica stalla di proprietà di famiglia (con riserva di proprietà perché