giovedì 25 agosto 2022

Vi raccontiamo le razze: la Modicana 

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Origine e diffusione

Si individua come zona di origine della Modicana l’ex contea di Modica, da cui il nome, più o meno l’attuale provincia di Ragusa, dalla quale si sarebbe poi diffusa su tutta l’isola. Si tratta della più importante razza autoctona bovina della Sicilia, sia per consistenza che per qualità zootecniche. Il dibattito sulla sua origine è ancora irrisolto: secondo alcuni è giunta dal Mediterraneo mentre secondo altri dal Nord Europa, ma l’ipotesi più accreditata è che siano vere entrambe e che tali bovini di diversa provenienza si siano poi fusi in un’unica razza.

Evoluzione e miglioramento genetico

Inizialmente allevata per la sua triplice attitudine (lavoro, latte e carne), risulta ad oggi interessante per la sua frugalità e la sua rusticità, che le consentono di adattarsi facilmente alle difficili condizioni climatiche delle aree interne montane o collinari. Queste caratteristiche ne hanno favorito la diffusione anche in altre zone della regione, trovando collocazione in provincia di Messina e Palermo, nonché tra Caltanissetta e Agrigento, ma anche in qualche allevamento della provincia di Catania ed Enna. Dall’iniziale razza è derivato un ceppo denominato la “Siciliana”, a sua volta suddiviso in due varianti: la “Mezzanina”, presente in territori collinari e caratterizzata da una struttura più esile, e la “Montanina”, di statura inferiore e diffusa in zone di maggior altitudine, anche se ormai presente solo con pochi esemplari. Esportata successivamente in Sardegna, ha dato origine alla Modicana Sarda.

Obiettivi e schema di selezione

Come sopra accennato, originariamente è stata considerata tra le migliori razze a triplice attitudine. Con l’avvento della meccanizzazione le sue consistenze sono andate riducendosi al punto di essere inserita nell’elenco di razze a rischio di estinzione. Con l’istituzione nel 1985 dei Registri Anagrafici da parte del Mipaaf, si è riusciti a garantirne la conservazione, finché dal 2019, con l’entrata in vigore del d.lgs 52/2018, è stata affidata ad Anarb la tenuta del Libro Genealogico per proseguire l’azione di mantenimento e avviare delle azioni di miglioramento genetico.  Al momento, l’iscrizione al Libro permette agli allevatori di ottenere le certificazioni di valorizzazione dei soggetti ed i contributi pubblici per le razze a limitata diffusione.

Nel tempo ha mantenuto le sue caratteristiche di rusticità e frugalità, e viene attualmente allevata per il latte, la cui produzione è di circa 18- 22 kg al giorno in una lattazione di 180-220 giorni (da ottobre ad aprile-maggio indicativamente) con una percentuale media di grasso del 3,78% e di proteina del 3,47%.

Decisamente caratteristico per la sua qualità legata al sistema di allevamento brado con utilizzo del pascolo alla base della razione, il latte di Modicana viene destinato ad alcuni dei più pregiati formaggi siciliani, tra cui il Caciocavallo Ragusano DOP, il palermitano, il canestrato e le provole.

Consistenze

Intorno agli anni ’60 la razza Modicana contava circa 25.000 esemplari, numero che è andato progressivamente diminuendo in un arco temporale di circa 20 anni, arrivando a metà anni ’80 ad essere considerata a rischio estinzione, come sopra ricordato. Attualmente il suo patrimonio zootecnico si aggira attorno ai 5.800 capi distribuiti in circa 300 allevamenti iscritti al Libro Genealogico.

Caratteristiche morfologiche

La razza Modicana si contraddistingue per un marcato dimorfismo sessuale evidente soprattutto nella colorazione del mantello che risulta rosso con sfumature più chiare nelle femmine, e decisamente più scuro fino a nero nei maschi. I soggetti adulti presentano una struttura grande, con taglia elevata ed appaiono decisamente spigolosi. Le femmine raggiungono i 600 kg di peso con un’altezza al garrese di circa 140-145 cm mentre i maschi raggiungono anche i 1.000 kg ed un’altezza di 155-160 cm.

Valutazione morfologica

Lo standard di razza che caratterizza i soggetti Modicani è rappresentato dai seguenti caratteri:

Taglia: media, tendenzialmente ridotta nella varietà Siciliana.

Mantello e pigmentazione: pelle non molto spessa, elastica, facilmente sollevabile in pliche; mantello dal fromentino al rosso, al rosso scuro con accentuazioni fino al nero. I mantelli più scuri sono maggiormente frequenti nella varietà Siciliana.

Testa: Nelle vacche è leggera, con  musello largo, corna mediamente lunghe dirette verso l’alto. Nei tori ha forma piramidale, fronte larga, musello largo, corna mediamente lunghe dirette in avanti verso l’alto.

Anteriore: collo lungo nelle vacche, nei tori moderatamente più corto, largo e muscoloso. Giogaia abbondante, con numerose pieghe, generalmente più abbondante nei maschi. Garrese muscoloso nei tori, più sottile e rilevato nelle vacche. Spalle aderenti al tronco. Petto di media ampiezza. Torace di media altezza. Arti robusti ed asciutti, appiombi regolari. Piedi robusti con unghioni di medio sviluppo di colore nero o ardesia.

Linea dorsale: di moderata lunghezza, diritta. Lombi larghi non eccessivamente lunghi.

Groppa: spiovente con evidente sviluppo della spina sacrale. Coda con attacco non molto alto, lunga fin sotto i garretti, più sottile nelle vacche, fiocco abbondante.

Arti posteriori: appiombi regolari; cosce asciutte nelle femmine, più muscolose nei maschi; garretti forti; stinchi corti e robusti; pastoie corte, unghioni ben diretti e compatti, duri di colore nero o ardesia.

Caratteri sessuali: mammella con base ampia, ben sostenuta; quarti di medio sviluppo; capezzoli non eccessivamente grossi e lunghi; vene evidenti e sinuose.

Difetti morfologici:

  1. macchie estese sulla mammella;
  2. taglia, mantello e pigmentazione marcatamente diverse da quelle tipiche.

Difetti che comportano l’inibizione alla riproduzione:

  1. macchie estese sulla mammella;
  2. mantello e pigmentazione marcatamente diverse da quelle tipiche.

Curiosità

La razza Modicana è considerata presidio Slow Food. A tal proposito evidenziamo che il Presidio, oltre al Caciocavallo Ragusano DOP e al caciocavallo dei Monti Sicani, si è posto come obiettivo di  valorizzare anche la carne, migliorandone i sistemi di produzione, di finissaggio in stalla e di lavorazione, e facendola conoscere ai consumatori per le sue peculiarità. In generale, infatti, le carni degli animali allevati al pascolo sono più difficili da commercializzare in quanto possono risultare più dure se non si effettua correttamente la frollatura, e possono avere una colorazione poco apprezzata che invece è solamente la risultante della presenza di talune essenze foraggere nei pascoli.

Si ringrazia l’Associazione Nazionale Allevatori Razza Bruna per aver messo a disposizione le informazioni e le immagini.

Fonte: ANARB – Slow Food

 

Il nostro Corfilac diventa modello per la regione Toscana

 

A seguito della chiusura degli stabilimenti Alival di Ponte Buggianese e Reggio Calabria, con la perdita di 150 posti di lavoro, a settembre Calabria e Toscana si ritrovano a confrontarsi sulla riconversione dei due stabilimenti anche con finalità diverse. A tale scopo, nell'ambito della regione Toscana, viene avanzata l'idea di istituire, con legge regionale, un ente simile al Corfilac (il nostro centro regionale di ricerca per la filiera lattiero-caseraria con sede a Ragusa) per difendere e valorizzare la specificità dei prodotti caseari. L'obiettivo di tale progetto toscano dovrebbe essere quello di sviluppare l’attività di ricerca a servizio delle produzioni casearie tradizionali dei piccoli produttori che non potrebbero sostenere economicamente da sole le spese per specializzare e promuovere i loro prodotti tradizionali. Un ente, dunque, capace di sensibilizzare l’attenzione sulle produzioni casearie locali, in un momento in cui multinazionali come Lactalis sembrano puntare più al profitto che al prodotto.

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La zootecnia ragusana converte le stalle da latte alla produzione di carne

Le cause di questi cambiamenti sono riconducibili agli aumenti dei costi di produzione del latte, primo fra tutti l’alimentazione

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Ragusa - Da un recente colloquio a carattere conoscitivo con operatori del settore zootecnico emerge come tante piccole e medie aziende del ragusano, in quest’ultimo periodo, stanno convertendo le loro stalle, utilizzate da sempre per l’allevamento di bovini per la produzione di latte, verso l’indirizzo produttivo da carne.

Ci riferiamo ai Comuni di Modica e Ragusa dove si concentra più del 90% di tutta la zootecnia Siciliana. Le cause di questi cambiamenti sono riconducibili agli aumenti dei costi di produzione del latte, primo fra tutti l’alimentazione. Oramai l’allevatore non riesce, anche se ultimamente il prezzo del latte è aumentato, ad ottenere un reddito capace di supportare l’attività zootecnica. Così molti allevatori prima di chiudere definitivamente le loro stalle hanno pensato di passare alla produzione di carne, meno costosa e impegnativa e più facilmente gestibile.

Poche infatti le strade percorribili, trasformare il latte in prodotti caseari, anche con forme di gestione societaria, o trasformare la stalla allevando altri soggetti zootecnici che permettano una maggiore remunerazione dei fattori produttivi impiegati. Certamente la conversione comporta particolari scelte soprattutto nell’esercizio agrario d’impresa e nell’impiego del lavoro.

Se il cambiamento interesserà in futuro altre aziende questo evidentemente comporterà nuovi equilibri e sul patrimonio zootecnico con introduzione ancora maggiore di razze da carne estere e sul mercato dei prodotti zootecnici latte e carne. Per i consumatori locali potrebbe essere un vantaggio in quanto verrebbe incrementato il consumo della nostra produzione di carne offerta magari a prezzi più competitivi. Certamente spingersi sul settore carne bovina oggi è un po’ rischioso, visto il calo dei consumi e la preferenza ad altri prodotti alimentari.
Oggi non è facile parlare di investimenti di lungo periodo in campo zootecnico, quindi l’allevatore cerca di proteggere la propria azienda apportando modeste modifiche sui capitali fondiario e agrario sperando, quanto prima, in un riassestamento della situazione globale.