mercoledì 31 dicembre 2014

Sorpresa: anche i tedeschi producono latte in perdita

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Sorpresa: che dire se anche in Germania gli allevatori stanno producendo latte in perdita?
La notizia viene dal tradizionale convegno di fine anno organizzato da Boehringer Ingelheim Italia e Edf Italy, la sezione italiana dell’associazione allevatori europei, presieduta dalla caragliese Claudia Morisiasco.
TEDESCHI IN CATTEDRA
Ospite internazionale dell’incontro al castello di Villanova Solaro, quest’anno è stato l’allevatore tedesco Eckhard Meiners, che, snocciolando i dati di produzione della sua azienda, ha concluso la sua relazione affermando di poter resistere alla crisi del prezzo del latte al massimo per altri sei mesi, dopo di che sarà costretto a dismettere dei terreni per far fronte alle spese.
Chi credeva che il prezzo del latte fosse un problema squisitamente italiano, potrà
sentirsi, se non “sollevato”, almeno in buona compagnia, anche se la questione, purtroppo, resta drammaticamente aperta.

PREZZI E COSTI A CONFRONTO
L’allevatore tedesco ha spiegato che il suo costo di produzione è di circa 39 centesimi il litro. Da gennaio a settembre 2014, il latte gli è stato pagato 40,8 centesimi il litro, dopo di che il prezzo è precipitato intorno a 30 centesimi. Addirittura, nella vicina Lituania il latte viene pagato appena 22 centesimi.
«In questa situazione – ha detto Meiners – le piccole aziende rischiano di non avere alternative alla chiusura».
Ma non sembrano animate da entusiastiche prospettive nemmeno le “grandi” aziende, come la sua: 620 vacche in lattazione, 530 manze, 150 ettari di mais per insilato, 120 ettari di erba per insilato, 150 ettari di foraggi per insilato da destinare a biogas, più 2500 quintali di insilato da acquistare all’esterno, sempre a destinazione biogas. In tutto, 22 dipendenti (costo lordo 14 euro all’ora), di cui due fissi soltanto per la manutenzione, con un parametro di produzione aziendale di 19 mila kg di latte per ettaro. La terra costa dai 20 ai 30 mila euro ad ettaro, l’affitto intorno a 500 euro ad ettaro.

PROSPETTIVE IN GERMANIA
L’azienda si trova a Nord, nel territorio dell’ex Germania Est, dove Meiners, originario di Brema, si trasferì nel 1991, due anni dopo la caduta del muro di Berlino: «Nella mia zona – ha osservato Meiners -, in vista dell’abolizione del regime delle quote latte (primavera 2015) quasi tutti gli allevatori si preparano a mungere di più, mentre in Baviera, dove le stalle sono generalmente di dimensioni più ridotte, le previsioni indicano che molti cesseranno di produrre».
Nell’economia generale della sua azienda, al di là di biogas, carne e foraggi, la produzione di latte rimane centrale e non consente errori di programmazione: «C’è bisogno di un ente che raccolga i dati – ha osservato l’allevatore tedesco – e che sia in grado di stabilire un indice di mercato equilibrato, nell’interesse di produttori e industriali».
Un organismo che in Italia potrebbe essere un consorzio di allevatori, promosso dalla stessa Edf Italy, è stato ipotizzato al convegno.

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